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"Il pensiero riduzionista di breve termine che domina tutte le società industrializzate è la causa fondamentale dell'enorme deterioramento sociale, economico e ambientale che il mondo oggi sconta. Sembra penosamente evidente che molti dei tentativi approntati dai settori civile, industriale, scientifico e accademico per risolvere queste incombenze, malgrado alcune buone intenzioni e notevoli investimenti, denotano spesso poco più di uno sterile riposizionamento nell'ambito dello stesso approccio riduzionista che ha creato in primo luogo i problemi. Poche iniziative, se non alcuna, sono volte a ottimizzare il sistema nel complesso e l'attenzione rimane focalizzata soltanto nel miglioramento di varie parti isolatamente, con azioni frammentarie, disgiunte e non simultanee. Ne risulta che su scala globale il livello del deterioramento è in rapido aumento e gli squilibri conseguenti hanno già raggiunto le proporzioni della crisi. Nella seconda metà del 20° secolo, pionieri illuminati come Buckminster Fuller hanno risposto al fallimento del riduzionismo sviluppando nuovi modelli di pensiero per soddisfare le neccessità dell'uomo coerentemente all'obiettivo di preservare la diversità delle culture e degli ecosistemi che costituisce la fabbrica della vita sulla terra. Il loro approccio olistico ha influenzato in numerosi campi migliaia di individui, che continuano ad aprire nuove prospettive nel modo di pensare, pianificare e progettare. Questo complesso di conoscenze in evoluzione e in crescita contiene impulsi, modelli e strategie per procedere nella direzione da seguire per risolvere le urgenze del presente. Esso comprende progetti a diverso stadio di sviluppo (dalla fase concettuale a prototipi già pronti, a modelli testati pronti al passaggio di scala). Tuttavia, la maggior parte di questi approcci, anche i più avanzati, languono spesso sottofinanziati, sottostimati e mancano di penetrazione nell'educazione prevalente, nelle attività economiche, nella comunicazione di massa e nella politica pubblica". Per contribuire a superare queste barriere, il Buckminster Fuller Institute annuncia il bando del 2011 Buckminster Fuller Challenge, un programma annuale con premio di 100.000 dollari per sostenere lo sviluppo e l'implementazione di soluzioni che abbiano il potenziale di risolvere i problemi più pressanti dell'umanità